75.1.1 All. Balloto nigrae-Robinion Jurko ex Hadac & Sofron 1980

Sinonimi

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Riferimento del Tipo (holotypus e diagnosi)

Balloto nigrae-Robinietum Jurko 1963


Definizione e descrizione (declaratoria)

Comunità nitrofile, europee, dominate da Robinia pseudacacia o Ailanthus altissima, derivanti da impianti o naturalizzate, che crescono su terreni sabbiosi, secchi e relativamente poveri.

Definizione e descrizione inglese

European, nitrophilous communities, dominated by either Robinia pseudoacacia or Ailanthus altissima, naturalized or that have been planted and grow on sandy, dry, relatively poor soils.

Ecologia

Boschi nitrofili di Robinia pseudacacia o Ailanthus altissima, piantati o rinaturalizzati, che si sviluppano su terreni sabbiosi, secchi e relativamente poveri. Si localizzano nei pressi delle scarpate stradali o ferroviarie, sui pendii ripidi ed assolati. Sono cenosi eliofile, termofile, xero-mesofile, neutrofile e moderatamente nitrofile.

Distribuzione

In Europa nelle zone aride ed in Italia, prevalentemente nel settore meridionale.

Contesto paesaggistico e sinsistema di riferimento

Nelle zone prevalentemente aride d’Italia. Le due specie considerate in questa alleanza hanno esigenze ecologiche molto diverse. La Robinia pseudacacia predilige i terreni umidi, poco drenanti, Ailanthus altissima è specie più xerofila.

All'interno delle cenosi del Balloto-Robinion si trovano numerose specie tipiche delle classi Artemisietea vulgaris , Stellarietea mediae e Galio- Urticetea, espressione dell'origine antropica di queste comunità; queste classi testimoniano le fasi successionali che portano all'insediamento delle formazioni a robinia o ad Ailanthus altissima.


Habitat di riferimento (sensu Direttiva Habitat e classificazione EUNIS)

Nessuno.

Livello di conservazione e gestione

Il livello di conservazione è generalmente scarso, trattandosi di formazioni spesso impostatesi spontaneamente in ambiti degradati dalle trasformazioni antropiche (cantieri, riporti di terre, discariche, incendi, ecc.) o incolti. In alcuni casi si tratta però di impianti ormai naturalizzati in cui la composizione e la struttura delle comunità sono decisamente di migliore qualità floristico-vegetazionale.

In termini gestionali è opportuno circoscrivere queste comunità per evitare la diffusione sulle superfici circostanti. In base alla struttura e alla estensione si può verificare la possibilità di una sostituzione con formazioni più coerenti con le potenzialità dei luoghi, ma in molti casi potrebbe essere preferibile assecondare l’evoluzione spontanea delle comunità, monitorandone le modificazioni.

Presenza nei parchi nazionali

Gran Paradiso
Val Grande
Stelvio - Stilfserjoch
Dolomiti Bellunesi
Cinque Terre
Appennino Tosco-Emiliano
Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Arcipelago Toscano
Monti Sibillini
Gran Sasso e Monti della Laga
Majella
Abruzzo, Lazio e Molise
Circeo
Gargano
Vesuvio
Alta Murgia
Cilento, Vallo di Diano e Alburni
Appennino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese
Pollino
Sila
Aspromonte
Gennargentu
Asinara
Arcipelago di La Maddalena
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Bibliografia

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