15.1.2 All. Cratoneurion commutati Koch 1928

Sinonimi

Riferimento del Tipo (holotypus e diagnosi)

Arabidi bellidifoliae-Cratoneuretum Koch 1928 nom. inv.

Definizione e descrizione (declaratoria)

Comunità presenti nei piani bioclimatici a termotipo da meso- a orotemperato, eliofile e stenoterme, di sorgenti ben ossigenate, su substrati prevalentemente carbonatici, formanti incrostazioni che danno origine alla formazione di tufi calcarei e travertini.

Definizione e descrizione inglese

Heliophilous stenothermal communities that occur in well-oxygenated springs and build calcareous tufa and travertine formations, from the meso- to orotemperate thermotypes.

Ecologia

L’alleanza Cratoneurion commutati comprende le comunità che si sviluppano in prossimità delle sorgenti e pareti stillicidiose, che danno origine alla formazione di travertini o tufi per deposito di carbonato di calcio sulle fronde. Si tratta quindi di comunità spiccatamente igro-idrofile, che prediligono pareti, rupi, muri normalmente in posizioni ombrose, prevalentemente calcarei, ma che possono svilupparsi anche su vulcaniti, scisti e tufi, dal livello collinare al subalpino.

Distribuzione

L’alleanza Cratoneurion commutati presenta una ampia diffusione nell’Europa meridionale.

Contesto paesaggistico e sinsistema di riferimento

Le comunità del Cratoneurion commutati possono essere considerate cenosi durevoli, che risentono però molto delle variazioni idriche stagionali. L’alleanza ha contatti catenali con le comunità della classe Adiantetea.

Habitat di riferimento (sensu Direttiva Habitat e classificazione EUNIS)

  • 7220* Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion)

Livello di conservazione e gestione

Il livello di conservazione di queste comunità è complessivamente buono vista la loro diffusione e i particolari ambienti in cui si sviluppano, difficilmente colonizzabili da altre formazioni.

In termini gestionali non si hanno indicazioni da fornire se non quella di garantirne la conservazione e di svolgere periodiche attività di monitoraggio della loro composizione e struttura.

Presenza nei parchi nazionali

Gran Paradiso
Val Grande
Stelvio - Stilfserjoch
Dolomiti Bellunesi
Cinque Terre
Appennino Tosco-Emiliano
Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Arcipelago Toscano
Monti Sibillini
Gran Sasso e Monti della Laga
Majella
Abruzzo, Lazio e Molise
Circeo
Gargano
Vesuvio
Alta Murgia
Cilento, Vallo di Diano e Alburni
Appennino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese
Pollino
Sila
Aspromonte
Gennargentu
Asinara
Arcipelago di La Maddalena
XXXXXXX

Bibliografia

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