Introduzione

Il Prodromo della vegetazione d’Italia è il risultato di un biennio di attività che la Società Botanica italiana (SBI), con il coordinamento scientifico di Edoardo Biondi e Carlo Blasi, ha realizzato per conto della Direzione per la Protezione della Natura e del Mare (DPNM) del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

L’obiettivo generale del progetto è di pervenire ad uno schema nazionale di riferimento per la vegetazione italiana, secondo i criteri convenzionalmente concordati a livello internazionale nell’ambito della disciplina che si occupa specificatamente del riconoscimento degli aggruppamenti vegetali, della loro classificazione e delle relazioni con l’ambiente naturale e antropizzato: la Fitosociologia.

Nel Prodromo sono contenuti elementi particolarmente utili per collegare le conoscenze di base con l’applicazione alla pianificazione ambientale e territoriale, alla progettazione di infrastrutture verdi e alle valutazioni dello stato di conservazione di habitat e specie di interesse comunitario, coerentemente con quanto richiesto e definito nella Strategia Nazionale per la Biodiversità, nella Strategia Europea per la biodiversità al 2020 e dal progetto europeo MAES (Mapping and Assessment of Ecosystems and their Services).

Il risultato conseguito è stato possibile grazie alla collaborazione e l’intervento di numerosi esperti nazionali che con diverse modalità hanno potuto contribuire al dibattito e confronto, spesso acceso e appassionato, tenutosi in più sedi. Tra questi, particolare rilevanza ha assunto il simposio tematico dedicato al Prodromo, organizzato nell’ambito del 48° Congresso della Società Italiana di Scienza della Vegetazione (SISV), ed anche l’incontro ad hoc del 16 luglio 2014 presso il Dip.to di Biologia ambientale dell’Università “Sapienza” di Roma. Il dibattito è stato inoltre supportato da un apposito forum on line predisposto al fine di migliorare, per quanto possibile, il livello di condivisione. L’apertura di un forum su questo tema, non ipotizzava di giungere ad una condivisione totale, bensì di offrire agli esperti e agli utenti la possibilità di evidenziare la propria opinione. Non è un caso, infatti, che tutti i prodromi già prodotti a livello internazionale non abbiano previsto una fase di questo genere. Gli Autori hanno invece creduto che ciò abbia potuto rappresentare un momento di grande rilancio e dibattito della ricerca sintassonomica sulla base della quale si fonda il principale strumento normativo di livello comunitario e internazionale a favore della biodiversità quale è la Direttiva 92/43/CEE Habitat.

A tal fine vale anche la pena ribadire i recenti avanzamenti delle discipline ecologiche in cui si recupera, in modo sempre più evidente, il rapporto tra ecologia e fitosociologia e in particolare tra “associazione vegetale” e modellizzazione ecologica quantitativa.

In linea generale, il progetto di realizzazione del Prodromo della vegetazione d’Italia è stato molto condiviso. Trattandosi di una sintesi sintassonomica, gli Autori hanno mantenuto una propria linea culturale e scientifica, in merito alla quale si sono registrate, così come avviene sempre nel dibattito scientifico, anche alcune puntuali e locali differenziazioni, che ovviamente nulla tolgono alla validità scientifica complessiva della sintesi, molto apprezzata anche a livello internazionale.

Durante tutto il periodo di realizzazione del Prodromo della vegetazione d’Italia e, soprattutto, durante la predisposizione del sito web, particolare attenzione è stata posta al contributo che il Prodromo italiano può fornire a livello comunitario, nel cui ambito sono in corso attività finalizzate alla definizione di un “Prodromo della vegetazione europea” realizzato sulla base delle proposte nazionali; per tale motivo, nel prodromo italiano la frase diagnostica (declaratoria) dei syntaxa descritti, tranne che per le suballeanze, è stata riportata anche in lingua inglese.

La possibilità inoltre di accedere ai tipi di vegetazione classificati direttamente attraverso la digitalizzazione di una specie vegetale, ritenuta di particolare valore diagnostico, e/o abbondante e frequente, rappresenta uno strumento innovativo nell’ambito dei prodromi di vegetazione fino ad ora realizzati in altri Paesi. Ciò permette di amplificare la fruibilità e il confronto scientifico a livello sia nazionale sia comunitario. Grazie a tale opzione è infatti possibile con un “click” mettere rapidamente in relazione le singole specie rilevate in campo attraverso i rilievi fitosociologici, con il riferimento vegetazionale sintassonomico: operazione che prima d’ora si realizzava esclusivamente mediante la consultazione generale della bibliografia!

Non solo dunque strumento di lavoro per studenti, professionisti, funzionari di amministrazioni pubbliche, ma anche possibilità di fruibilità per un ampio pubblico, oggi abituato a “navigare” sul web, ed avvicinare i cittadini alle tematiche della ricerca sulla biodiversità per meglio comprendere le azioni necessarie alla sua conservazione e uso sostenibile. La protezione di una singola specie, vegetale o animale che sia, non può infatti prescindere dall’habitat, in senso lato, che la circonda e dal quale dipende per svolgere le sue funzioni vitali.

La vegetazione è l’espressione della diversità vegetale, che viene modellizzata dagli studiosi in comunità (fitocenosi), all’interno delle quali, grazie alle relazioni instaurate tra i singoli individui delle diverse specie vegetali che costituiscono le fitocenosi, è possibile riconoscere caratteristiche strutturali e funzionali che tendono verso una situazione di “equilibrio dinamico” tra le varie specie e con le condizioni ambientali in cui si trovano. Le interazioni con le specie animali e, in particolare, con l’uomo, in tempi storici lontani e vicini, contribuiscono alla loro costituzione e caratterizzazione.

Struttura del Prodromo della Vegetazione d’Italia

Il “Prodromo della Vegetazione d’Italia” contenuto in questo sito è costituito da 75 classi, 2 subclassi, 175 ordini, 6 subordini, 395 alleanze, 87 suballeanze.

Come descritto meglio nella “Guida” al Prodromo, che descrive sinteticamente tutte le pagine che compongono il sito, lo “Schema sintassonomico” consiste nella classificazione gerarchica delle 740 unità sistematiche vegetazionali (syntaxa) riconosciute dagli Autori per la vegetazione italiana.

La denominazione dei syntaxa si basa sulle regole raccolte nel Codice Internazionale di Nomenclatura Fitosociologica.

Il nome di ciascun syntaxon deriva dal nome scientifico di una o due delle specie più rappresentative della comunità vegetale sottesa. Al nome del genere della specie rappresentativa (della seconda specie nei casi in cui il nome è composto da due specie), viene aggiunta una desinenza convenzionale diversa a seconda del livello gerarchico del syntaxon. Le desinenze convenzionalmente riconosciute per i diversi livelli gerarchici, riportati qui di seguito in ordine decrescente, sono:

Classe -etea

Subclasse -enea

Ordine -etalia

Subordine -enalia

Alleanza -ion

Suballeanza -enion

La struttura gerarchica del sistema è codificata, specificatamente per questo prodromo, anche da un codice alfa-numerico in cui ogni livello gerarchico è contraddistinto da cifre e lettere, separate da un punto.

Per fornire un esempio di quanto sopra espresso: con il codice alfa-numerico 46.1a.2 si identifica l’Alleanza Carici humilis-Seslerion apenninae Biondi & Allegrezza in Biondi, Allegrezza, Casavecchia, Galdenzi, Gasparri, Pesaresi, Vagge & Blasi 2014, la quale è inclusa nel Subordine 46.1a Seslerienalia apenninae Bruno & Furnari 1966 em. Lancioni, Facchi & Taffetani 2011, a sua volta incluso nell’ordine 46.1 Seslerietalia tenuifoliae Horvat 1930, appartenente alla classe 46 Festuco-Seslerietea Barbéro-Bonin 1969.

L’interattività del sito web permette di ricercare i singoli syntaxon sia attraverso il codice alfa numerico o la loro denominazione. Essi sono comunque riportati tutti in ordine alfabetico nella sezione “Elenco syntaxa” e secondo l’organizzazione gerarchica nello “Schema sintassonomico”. Per ogni syntaxon è possibile consultare, anche in forma interattiva, le specie diagnostiche, abbondanti e frequenti. Le 482 schede formulate per le 395 Alleanze e le 87 Suballenze individuate, contengono numerose altre informazioni utili di carattere scientifico e gestionale (caratteristiche ecologiche, distribuzione geografica, dinamica della vegetazione, presenza nei parchi nazionali, collegamenti con gli habitat di interesse comunitario, ecc.).

La ricca bibliografia contenuta nella sezione “Bibliografia”, senza avere la pretesa di essere esaustiva, è senza dubbio ben collegata al percorso scientifico adottato in tutte le scelte di natura sintassonomica; essa comprende oltre 400 riferimenti bibliografici. Completa la struttura del sito il ricco Glossario dei termini tecnico-scientifici contenente più di 300 voci.

Considerazioni conclusive

La peculiarità scientifica più significativa del “Il Prodromo della Vegetazione d’Italia” risiede nel fatto di aver mantenuto, in modo molto equilibrato, collegamenti biogeografici ed ecologici con le proposte presenti alla scala continentale (specialmente a livello di classe), senza rinunciare però alle specificità nazionali e regionali, meglio descritte nei ranghi sintassonomici di ordine, alleanza e suballeanza.

“Il Prodromo della Vegetazione d’Italia” si aggiunge, quindi, e completa tutta una serie di studi realizzati negli ultimi 20 anni, tra cui senza dubbio vanno citati il “Manuale italiano di Interpretazione degli Habitat della Direttiva 92/43/CEE” e “la Cartografia delle Serie di Vegetazione d’Italia”.

Il Prodromo della Vegetazione non intende essere il momento definitivo e conclusivo di un lungo percorso scientifico. Come tutte le grandi sintesi, questo lavoro costituisce nello stesso tempo un punto di arrivo (si tratta della prima sintesi della vegetazione a scala nazionale), ma anche un punto di partenza per nuovi lavori puntuali e di revisione, che potranno portare nel tempo ad un suo aggiornamento.