73.2.2 All. Daphno oleoidis-Juniperion alpinae Stanisci 1997

Sinonimi

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Riferimento del Tipo (holotypus e diagnosi)

Helianthemo grandiflori-Juniperetum alpinae (Blasi, Abbate, Gigli, Stanisci 1989) Stanisci 1997


Comunità arbustiva a dominanza di Juniperus communis subsp. alpina con Daphne oleoides e Globularia meridionalis che si sviluppa su versanti a lieve acclività, tra 1600 e 2000 m di quota, in esposizione variabile.

Definizione e descrizione (declaratoria)

Comunità a Juniperus communis subsp. alpina e/o J. hemisphaerica che si sviluppano sulle montagne calcaree dell’Appennino centrale e meridionale tra i 1490 e 2300 (2400) m, su versanti a media acclività, su suoli per lo più ricchi in scheletro e lungo le linee di cresta.

Definizione e descrizione inglese

Juniperus communis subsp. alpina and/or J. hemisphaerica communities that grow on calcareous mountains in the central and southern Apennines, between 1490 and 2300 (2400) m. These communities are found on moderately steep slopes, mainly on skeleton-rich soils and along mountain crests.

Ecologia

Arbusteti prostrati dei piani bioclimatici orotemperato e supratemperato superiore, legati ai substrati carbonatici, che occupano i versanti e le linee di cresta, in stazioni con suoli ricchi di scheletro o anche rupestri.

Distribuzione

L’alleanza è endemica dell’Appennino centrale e meridionale, con un’areale che include i maggiori rilievi calcarei dai Monti Sibillini al Pollino.

Struttura della vegetazione e composizione floristica

Si tratta di arbusteti prostrati, molto densi, che costituiscono dei nuclei di dimensioni più o meno ampie, fortemente dominati da Juniperus communis alpina, in alcuni casi codominante con Arctostaphylos uva-ursi, con la presenza di diverse emicriptofite e camefite legate alle praterie circostanti delle alleanze Seslerion apenninae o Phleo ambigui-Bromion erecti. Gli aspetti più orofili, costituiti da individui fortemente appessati al terreno, hanno una caratteristica fisionomia a “macchie” circolari disperse nelle praterie.

La composizione floristica di queste comunità è caratterizzata dalla presenza di specie artico-alpine e boreali, accompagnate da taxa mediterraneo-montani, taxa ad areale SE-Europeo e da entità endemiche (come Sorbus chamaemespilus, Rosa pendulina, Lonicera alpigena). Sono riferiti a questa alleanza anche i ginepreti del Pollino, caratterizzati dalla presenza di Pinus leucodermis e Festuca bosniaca.


Contesto paesaggistico e sinsistema di riferimento

Le cenosi riferite all’alleanza Daphno oleoidis-Juniperion alpinae si sviluppano su versanti e creste della parte sommitale (piani altomontano e subalpino) dei maggiori complessi montuosi di natura carbonatica del settore appenninico dell’Italia centrale e meridionale. In questi settori costituiscono la tappa matura per la porzione di territorio compresa tra il limite superiore degli alberi e le vette, o dove sono presenti le mughete possono costituire delle cenosi di sostituzione di queste e, in alcuni casi, nel piano altomontano, l’arbusteto di sostituzione delle faggete microterme.

A questa alleanza sono legate le serie di vegetazione:


Habitat di riferimento (sensu Direttiva Habitat e classificazione EUNIS)

  • 4060 Lande alpine e boreali

Livello di conservazione e gestione

Il livello di conservazione è migliorato profondamente nel recente passato, in particolare a seguito della riduzione del carico pascolante sulle praterie d’alta quota, che ha portato ad un forte recupero della superficie di questi arbusteti prostrati nella fascia di loro potenzialità.

In termini gestionali è opportuno assecondare il trend di espansione ma contestualmente è necessario evitare che tutte le praterie si trasformino rapidamente in cespuglieti, a discapito della biodiversità floristica e faunistica che caratterizza le zone aperte cacuminali. Per ottenere questo risultato bisogna definire adeguate modalità di sostegno delle attività pastorali.

Presenza nei parchi nazionali

Gran Paradiso
Val Grande
Stelvio - Stilfserjoch
Dolomiti Bellunesi
Cinque Terre
Appennino Tosco-Emiliano
Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Arcipelago Toscano
Monti Sibillini
Gran Sasso e Monti della Laga
Majella
Abruzzo, Lazio e Molise
Circeo
Gargano
Vesuvio
Alta Murgia
Cilento, Vallo di Diano e Alburni
Appennino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese
Pollino
Sila
Aspromonte
Gennargentu
Asinara
Arcipelago di La Maddalena
XXXXX?

Bibliografia

    Biondi E., Blasi C., Burrascano S., Casavecchia S., Copiz R., Del Vico E., Galdenzi D., Gigante D., Lasen C., Spampinato G., Venanzoni R. & Zivkovic L., 2009. Manuale Italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE. Società Botanica Italiana. Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, D.P.N. http://vnr.unipg.it/habitat

    Biondi E., Burrascano S., Casavecchia S., Copiz R., Del Vico E., Galdenzi D., Gigante D., Lasen C., Spampinato G., Venanzoni R., Zivkovic L. & Blasi C., 2012. Diagnosis and syntaxonomic interpretation of Annex I Habitats (Dir. 92/43/ EEC) in Italy at the alliance level. Plant Sociology, 49(1): 5-37.

    Blasi C. (a cura di), 2010. La Vegetazione d’Italia. Palombi & Partner S.r.l. Roma.

    Blasi C. (ed.), 2010. La vegetazione d’Italia, Carta delle Serie di Vegetazione, scala 1:500 000. Palombi & Partner S.r.l. Roma.

    Blasi C., Gigli M.P., Abbate G., Stanisci A. 1989. Le cenosi a Juniperus nana Willd. del Lazio (Italia centrale). Ann. Bot. (Roma), 47, suppl. 6: 135-148.

    Blasi C., Gigli M.P., Stanisci A. 1991. I cespuglieti altomontani del gruppo di M. Velino (Italia centrale). Ann. Bot. (Roma) 48(7): 243-262.

    Petriccione B. 1994. Flora and Vegetation mapping of Velino Massif (Abruzzo-Italy): a data source for a scientific management of a natural reserve. Fitosociologia 26: 189-199.

    Stanisci A. 1997. Gli arbusteti altomontani dell'Appennino centrale e meridionale. Fitosociologia, 34: 3-46